25 dicembre: La festa della Luce

Oggi è Natale!
Vi voglio augurare di trascorrere questa giornata il più serenamente possibile… e visti i tempi che corrono non sarà facile.
Ma il Natale è la festa della Luce che nasce e porta Speranza.
Il Natale cristiano che celebra la nascita di Cristo ha sostituito la festa del Natalis Solis Invicti, festa che cominciava nei giorni del Solstizio d’ inverno per ricordare l’inizio del periodo in cui la luce del sole torna gradatamente ad aumentare. E Gesù è il sole per i cristiani, il Sole di Giustizia ( come si legge nel libro del profeta Malachia).
Ecco perchè nell’immagine ho voluto inserire la nostra Bee-atrix in compagnia di un luminoso sole che spero porti a tutti noi, a tutti voi, a tutto il mondo tanta tanta luce. Perchè dove c’è luce c’è chiarezza; dove c’è luce c’è speranza; dove c’è luce non c’è la paura!

Condivido le parole di ShiHengDing di Grawidanza ( visitate anche il suo profilo Instagram perchè è meraviglioso!)

Luce che illumina e rischiara,
Luce che indica la strada e porta speranza …
perché la vita vissuta nella Luce
è ricca di esperienze,
ricca di momenti di felicità,
ricca di gioia,
ricca di vere amicizie,
ricca di potenziale,
ricca di creatività
e specialmente ricca di Amore💛

Bee-atrix ed io ci prendiamo qualche giorno di riposo per ritornare con altre idee ( spero gradite ) per rendere divertenti e creative le lezioni con i vostri piccoli yogin!!!

24 dicembre: la posizione dell’ape che riposa

E dopo tanta pratica, tanto movimento, gioco e respiro… ora ci riposiamo.
La posizione di questa Vigilia di Natale 2020 è proprio quella del riposo.
In sanscrito questa posizione si chiama SHAVASANA ( letteralmente posizione del cadavere) ma che bello chiamarla posizione del corpo che galleggia oppure posizione del dolce far niente. In ogni caso questa posizione sembra facile ma non lo è ( un po’ come la posizione della montagna vi ricordate? Proprio la prima posizione che avevo proposto il 1 dicembre….. un cerchio che si chiude?). Si, perchè sembrerebbe facile stare adraiati, immobili a non fare niente ma è proprio questa la difficoltà che incontrano tanti bambini.

ESECUZIONE:
Siamo supini, con le braccia leggermente lontane dal corpo e i palmi delle mani rivolti verso l’alto. Le punte dei piedi cadono naturalmente verso l’esterno.
Gli occhi e la bocca sono gentilmente chiusi.

BENEFICI:
Questa posizione rilassa l’intero sistema psico-fisiologico. E’l’ideale praticata prima di dormire, prima o tra un’asana e l’altra e in modo particolare dopo esercizi dinamici come un gioco o la pratica del Saluto al Sole.

In questa posizione possiamo far sperimentare ai bambini la respirazione addominale facendo loro imitare il soffio della balena.
Invitiamo i bambini a rimanere per qualche istante in ascolto del loro respiro naturale. Poi li portiamo dolcemente ad osservare come la loro pancia si gonfi quando inspirano e si sgonfi quando espirano. Dopo qualche respiro diciamo loro di inspirare profondamente ed espirando increspare le labbra e lasciare che il respiro uscendo faccia un suono simile a quello della balena che soffia dal suo sfiatatoio. Il respiro è lento e lungo. Facciamo ripetere qualche volta.
I benefici di questa pratica sono quelli rilassanti di shavasana ma in più abbiamo quelli della respirazione profonda. La respirazione addominale è infatti il modo più naturale ed efficiente di respirare. Il corpo e la mente hanno un magigor apporto e assorbimento di ossigeno e avviene una maggiore eliminazione di tossine dal corpo.
Con la pratica la mente e il corpo possono rilassarsi e armonizzarsi velocemente così che migliora il recupero da esercizi o attività stressanti.
( da “Yoga, Educazione per i Bambini” – Yoga Publications Trust, Munger, Bihar, India)

23 dicembre: la posizione della nuvola

Quando ho chiesto alla mia amica Sybille di aiutarmi a realizzare Bee-atrix nelle posizioni dello yoga per creare il mazzo di carte ( che in questi giorni, grazie al Calendario dell’Avvento vi sto presentando in anteprima) le ho fatto avere una lista di posizioni su cui avevo ragionato e lavorato per settimane. Ho cercato di inserire infatti tutte le “famiglie” di posizioni ( allungamenti, flessioni laterali, piegamenti in avanti, estensioni all’indietro, torsioni, posizioni di equilibrio e di rilassamento, inversioni e posizioni per l’ascolto e la meditazione). Ho consultato libri e siti internet di yoga per bambini e mi ha divertito tantissimo vedere come la stessa posizione veniva chiamata in modo diverso a seconda dell’immagine che la posizione ispirava.
La posizione di oggi è proprio una di quelle.  Semplice nella sua esecuzione, questa forma ispira tante immagini diverse e diverse varianti.
Io l’ho chiamata la posizione della nuvola perchè la sua forma arrotondata mi ricorda le nuvole e poi se invitiamo i bambini a dondolare ( massaggiando per benino per schiena) possiamo immaginare di essere una nuvoletta spinta dal vento un po’ di qua e un po’ di là.
Questo movimento ha ispirato un’immagine molto carina a Teresa Anne Power, autrice del libro “L’ABC dello Yoga per Bambini” che ha abbinato alla lettera T questa posizione immaginando un tergicristallo che va da un lato all’altro…

Chiara Iacomuzio e Maurizio Morelli autori del libro “Yogabimbi” hanno inserito il movimento della testa che si avvicina alle ginocchia e lo hanno abbinato all’immagine dell’istrice che si chiude. Con questa variante andiamo a rinforzare la muscolatura addominale…

… mentre nel bellissimo libro di racconti “La storia di Huddàian” la stessa variante ha ispirato l’atteggiamento di chi protegge una piccola perla preziosa racchiudendola dentro di sè…

Nel libro di Rachel Carr “Come un albero un uccello o una rana” la stessa forma ha ispirato la variante dinamica del cavallo a dondolo….

Fantastico!!! Non trovate?

22 dicembre: la posizione del pesce

La posizione del pesce in sanscrito si chiama MATSYASANA ( Matsya = pesce; Asana = Posizione)

ESECUZIONE:
Siamo sdraiati sulla schiena con le gambe distese.
Tenendo le braccia dritte portiamo le mani sotto i glutei mantenendo le spalle basse.
Solleviamo il busto, lo inarchiamo e scendiamo con la terra verso terra cercando di non caricare il peso sul collo.
I glutei e la testa rimangono a terra, il tronco è completamente sollevato e inarcato, lo sterno spinto verso l’alto.
Le spalle rimangono basse e ben distese.
Teniamo la posizione per una decina di secondi.

BENEFICI
Oltre a rinforzare ed equilibrare la muscolatura paravertebrale, questa posizione stimola la depurazione del corpo e favorisce una repsirazione ampia e profonda.
Aiuta il bambino a superare paure ed insicurezze

AVVERTENZE
Bisogna fare attenzione alle spalle che devono rimanere basse. L’insegnante deve verificare che il capo del bambino tocchi terra ma senza caricare e soprattutto se il bambino ha paura a lasciarsi andare indietro con la testa non va forzato.

La posizione di oggi può essere lo spunto per raccontare ai bambini come è nato lo yoga perchè tutto ha origine da un piccolo pesce….

Si dice che migliaia di anni fa, in India, dentro un’immensa grotta, vicino ad un laghetto cosparso di da profumati fiori di loto, sulle cime di un alto monte, Il Grande Maestro Shiva decise di svelare i segreti dello Yoga alla sua dolce e amata sposa Parvati.
Un pesce, nascosto tra i fiori galleggianti, ascoltava incantato la melodiosa voce di Shiva. Tutto solo si annoiava molto e perciò decise di provare anche lui la fare le posizioni dello yoga.
Se sentiva molto goffo e sgraziato nel suo corpo di pesce, ma ci provò e riprovò senza mai arrendersi.
Così, poco alla volta, imparò lo yoga, fino ad allora conosciuto soltanto daglii dèi. Grazie agli esercizi il pesce riuscì a trasformarsi e sbucò dall’acqua sotto forma di uomo.
Shiva temeva che quell’umano, comparso improvvisamente al suo cospetto, non fosse degno di conoscere i segreti dello yoga ma, quando comprese cosa era avvenuto, fu ammirato dalla costanza di Matsya. Gli diede il nome “Mastyendra” che, nell’antica lingua indiana significa ” Pesce fatto uomo” e gli affidò l’incarico di diffondere lo yoga tra gli umani. Fu così che Matsyendra divenne il primo maestro di yoga in India.
Da allora, attraverso, millenni e milleni, lo yoga si è diffuso con gran rapidità, non solo attraverso la parola, come avveniva nei tempi antichi, ma anche attraverso i libri e le scuole di altri grandi maestri.

Possiamo raccontare questa leggenda ai bambini e poi stimolare alcune riflessioni…. a me piace pensare che molto spesso sono proprio i piccoli a dare vita a grandi cambiamenti…

Ho tratto il racconto da un libro che è ormai il mio punto di riferimento per creare e sviluppare le mie lezioni di yoga per bambini. Si tratta di “Piccolo Yoga” di Clemi Tedeschi (AIPY)
Si tratta di un testo molto pratico da utilizzare, con tante attività da proporre ai bambini e presentate in maniera ordinata e precisa in base alla fascia di età e suddivise per categorie ( giochi, favole yoga, bellissimo il capitolo 7 sulle tecniche di concentrazione per piccoli yogi esperti, giochi di rilassamento) e con una parte finale che presenta delle lezioni praticamente già pronte ( sempre in base alla fascia di età … elemento importante che vedo molto spesso sottovalutato da altre proposte e altri metodi).
Ma quello che mi ha colpito maggiormente del libro e ha rappresentato una sfida è stato il capitolo 2 ” Consigli per chi vuole insegnare yoga ai bambini” che parte con una premessa: LAVORARE SU STESSI. Si, perchè non ci si può improvvisare insegnanti di yoga per bambini. Si possono imparare tantissimi giochi e tante attività ma se non ci si osserva dentro, ai bambini offriamo soltanto ciò che sappiamo, ciò che facciamo ma non quello che siamo.
Ecco perchè non sarebbe corretto affermare che siamo insegnanti di yoga perchè lo yoga è un’esperienza e un’esperienza non la puoi insegnare, la puoi trasmettere.
Clemi allora ci invita, prima di tutto a chiederci quali sono le nostre motivazioni, che cosa sentiamo dentro di così grande e importante da volerlo trasmettere.
Io avevo già risposto a questa domanda e l’ho condivisa con i lettori nel primo post di questo blog ( lo trovate qui).

Consiglio davvero l’acquisto di questo libro, da tenere sempre sempre presente quando prepariamo le nostre lezioni per i bambini.

20 dicembre: La posizione della tartaruga

La posizione della tartaruga è una delle posizioni che preferisco!
E’ difficile per me, richiede una flessibilità che non ho ancora conquistato ma ho imparato a non forzare e a lasciarmi andare alla gravità aiutata dal respiro.
Mi piace perchè ho proprio la sensazione di chiudermi nel guscio come la tartaruga e lì mi sento tranquilla.

ESECUZIONE
Siamo seduti con le gambe stese in avanti. Portiamo i piedi uno contro l’altro uniti per le piante.
Tenendo i piedi con le mani, alziamo e abbassiamo le ginocchia per qualche volta per sciogliere bene le articolazioni delle anche.
Sistemiamo i piedi ad una certa distanza dal bacino in modo che le gambe e le cosce formino un rombo, poi ci pieghiamo in avanti e passiamo le mani davanti e sotto le gambe.
Continuiamo a scivolare in avanti sino a quando la fronte arrivi a poggiarsi sui piedi o fino a quando è possibile.
Rimaniamo immobili, completamente rilassati, respirando piano piano.
Manteniamo per qualche istante.

BENEFICI
Come dicevo all’inizio è una di quelle posizioni che favoriscono la tranquillità e il silenzio, il sonno profondo e la presa di coscienza di se stessi come unità. E’ utile anche in caso di disturbi o crampi addominali e per mantenere sciolte e sane le articolazioni coxo-femorali.

Nel libro da cui ho attinto le informazioni su esecuzione e benefici ( Yogabimbi di Chiara Iacomuzio e Maurizio Morelli) viene chiamata la posizione dell’ostrica in fondo al mare. Ed è anche questa un’immagine molto bella e può dare spunto ad alcune attività motorie che hanno relazione con l’ambiente MARE.

Possiamo fare elencare ai bambini gli animali che si trovano nel mare e li invitiamo ad imitare i loro moviment:
– Ostrica ( o tartaruga)
– Medusa
– Granchio
– Pesciolino
– Stella marina
– Cavalluccio marino
– Pinguino ecc…

Ma nel mare non ci sono solo gli animali…
Imitiamo:
– Nuotatore
– Pescatore
– Rematore
– Tuffatore
– Surfista ecc…

E sulla spiaggia chi incontriamo o cosa facciamo?
– Ombrellone che si apre e si chiude
– Castello di sabbia
– Conchiglie
– Stendiamo l’asciugamano
– Ci spalmiamo la crema ecc…

GIOCO
Gli squali ballerini
Nella stanza sono stati posti dei materassini che rappresenteranno delle isole. I bambini camminano intorno alle isole imitando il gesto del nuotare.
C’è un sottofondo musicale ( musica a piacere ma bella allegra tipo “In fondo al mar” dal cartone Disney La Sirenetta). Quando la musica si ferma i bambini devono trovare rifugio sulle isole perché il mare è abitato da squali che amano molto ballare al suono della musica ma quando la musica si ferma da squali ballerini diventano squali affamati.
Ogni volta che la musica riparte l’insegnante toglie un tappetino. Quindi i bambini hanno man mano meno isole sulle quali trovare rifugio. Alla fine ne rimarrà una sola e i bambini dovranno collaborare per riuscire a salvarsi tutti sull’unica isola.
Lo scopo del gioco è proprio quello di favorire la collaborazione, la solidarietà e il sostegno reciproco.

E dopo tutto questo movimento possiamo concludere la lezione con un breve rilassamento guidato…

i bambini sono invitati a sdraiarsi immaginando di essere su una spiaggia. Il sole è caldo ma la leggera brezza che arriva dal mare è piacevole e dà sollievo.
Sistemiamo bene la posizione e cominciamo a portare la nostra attenzione ai rumori che sentiamo intorno a noi.
Quali rumori ci sono su una spiaggia? Le voci dei bambini che giocano, il “vociare” dei gabbiani ma soprattutto sentiamo il rumore delle onde del mare che dolcemente arrivano a riva e poi lentamente tornano indietro e poi di nuovo si infrangono e poi ancora tornano indietro e ancora e ancora. Il movimento delle onde sembra quasi un respiro. Allora mettiamo le mani sulla nostra pancia e immaginiamo che questa sia un’onda . Quando l’onda si infrange sulla riva la nostra pancia si gonfia attraverso l’inspirazione e quando l’onda ritorna al mare la nostra pancia si sgonfia espirando.
Continuiamo a respirare immaginando la nostra pancia come un’onda del mare.
Ora piano piano cominciamo a svegliarci facendo dei piccoli movimenti con i piedi e le mani, con le braccia e le gambe, ci stiriamo, ci allunghiamo…. Ci giriamo su un fianco, apriamo gli occhi e ci portiamo seduti a gambe incrociate nella posizione dell’ascolto