Nella mia Bee-blioteca: ” Avrò cura di te”

Oggi vi parlo di un libro meraviglioso!!!!!

“Avrò cura di te” di Maria Loretta Giraldo con le illustrazioni della fantastica Nicoletta Bertelle, è un albo illustrato che è pura poesia.

C’era una volta un minuscolo seme. Era così piccolo, nel vasto mondo, che si sentiva sperduto. Il Cielo, l’Acqua e la Terra lo videro e provarono tenerezza per lui…

La Terra disse al seme: 

“Non temere. Io avrò cura di te”.

E lo raccolse tra le sue zolle morbide

Avrò cura di te….

La Terra, l’Acqua e il Cielo pronunciano questa frase che diventerà un mantra contagioso perchè ognuno di noi, tutti, nessuno escluso ha le caratteristiche, le capacità e la predisposizione a prendersi cura di qualcun’altro.

Il seme diventa albero e si prende cura di una piccola capinera sperduta offrendo i suoi rami per un caldo e protetto nido.

La capinera si prenderà cura dell’uovo e del minuscolo uccellino che nascerà…

E ancora ” Avrò cura di te”

“Avrò cura di te”

“Avrò cura di te”

E’ una bellissima frase, segno di un amore sincero e disinteressato perchè il minuscolo uccellino crescerà e imparerà a volare dal nido…

Ispirata da questo bellissimo albo ho ideato una lezione di yoga e movimento creativo ( chi fosse interessato mi può scrivere all’indirizzo e-mail catia@honeyyoga.it).

Ci sono tutti gli elementi per poter far sperimentare ai bambini una dimensione di equilibrio alternando momenti di riposo a momenti di dinamismo.

Consigliatissimo!!!!

Maria Loretta Giraldo, Nicoletta Bertelle

Avrò cura di te

Casa Editrice Camelo Zampa

 

 

 

 

 

Le api e i colori

Buongiorno a tutti voi insegnanti, educatori e genitori!!!
Non so voi ma io già respiro aria d’autunno e siccome per me l’autunno ha sempre rappresentato il vero inizio dell’anno ritorno al mio amato blog con tanti contenuti settimanali da condividere che spero vi siano utili per arricchire le vostre attività con i bambini.
Oggi vi parlerò dei colori!
Facendo ricerche sulle mie adorate api ad un certo punto mi sono chiesta: “Ma le api riconoscono i colori?” immaginando possibili attività da proporre ai miei piccoli yogin.
Ecco che cosa ho scoperto!

Quanti occhi ha un’ape?

Ogni ape ha ben 5 occhi! Questo permette loro di muoversi agevolmente in quanto garantisce loro di avere una visuale che copre 360 gradi di angolazione.
I cinque occhi sono suddivisi in due occhi composti più grandi che si trovano nella parte frontale del capo e tre occhi semplici (ocelli), più piccoli situati nella parte superiore.
La funzione di questi minuscoli organi visivi non va ricercata nella vista vera e propria, in quanto sono occhi primitivi, bensì aiutano l’insetto a riconoscere la luce polarizzata, consentendogli di rimanere in equilibrio in volo guidandolo lungo il suo viaggio.
La priorità nella loro vista non è dunque data dal colore e dalla forma degli oggetti e la visualizzazione di questi dettagli passa in secondo piano.
Gli ocelli funzionano anche in condizioni meteo proibitive, e permettono alle api di vedere anche in presenza di nuvole o nebbia, fornendo un ottimo aiuto all’insetto per ogni tipo di spostamento.

Quali colori percepiscono le api?

La gamma di colori che le api sono in grado di percepire è un po’ diversa dalla nostra.
È stato dimostrato che gli occhi di questi insetti hanno una minore sensibilità per il colore rosso che viene quasi del tutto non percepito.
Le api non sono dunque capaci di rilevare il colore rosso che viene visualizzato in altro modo. Questi insetti hanno però una maggiore predisposizione a visualizzare la gamma di colori facente parte dello spettro ultravioletto, colori che noi esseri umani non vediamo.
Gli occhi delle api sono calibrati in modo tale da consentire rapidi spostamenti in volo senza il rischio di sbattere su ostacoli naturali come rami, foglie o addirittura predatori, o antropici, quindi muri, steccati, tende parasole e quant’altro. Fanno eccezione le finestre, in quanto gli occhi delle api non sono in grado di percepire la presenza di un vetro.
Le api quindi vedono solo quattro colori: giallo (arancio, verde giallastro), verde bluastro, blu e ultravioletto.
Per un apicoltore è molto importante tenere conto di questi fattori poiché possono rivelarsi utili per l’orientamento delle api.
Il colore è quindi fondamentale, per questo motivo gli apicoltori verniciano le arnie, disposte una vicina all’altra, con colori e disegni geometrici differenti per agevolare l’orientamento ed il riconoscimento delle stesse alle api.
Orientarsi è importante poiché accedere ad un’arnia sbagliata non facente parte del proprio sciame può essere un rischio per le api.

Interessante vero?
Adoro le api!!!

Che meraviglia queste arnie di Fiorella di cui consiglio il profilo Instagram https://www.instagram.com/fiorieapifelici/

Ed ora qualche attività per i bambini sui colori da inserire nelle nostre lezioni di yoga.

Costruiamo il nostro arcobaleno
Si inizia con il racconto della leggenda dei colori

Una volta i colori del mondo cominciarono a litigare: tutti reclamavano di essere il migliore, l’indispensabile, il preferito.
Il verde disse: “E’ chiaro che io sono il più importante, sono il simbolo della vita e della speranza. Sono stato scelto per l’erba, le foglie e gli alberi. Senza di me gli animali morirebbero”.

Il blu lo interruppe: “Pensi solo alla terra, ma considera il cielo e il mare. L’acqua è la fonte della vita, senza la mia pace ognuno di voi sarebbe nulla”.

Il giallo rideva sotto i baffi: “Siete tutti così seri! Io porto il sorriso, la felicità e il calore del mondo. Il sole, la luna e le stelle sono gialle. Senza di me non ci si divertirebbe”.

L’arancione replicò: “ Io sono il colore della salute e della forza. Il colore delle più importanti vitamine. Pensate alle carote, alle zucche, alle arance, ai mango. “.

Il rosso non sopportò più a lungo e gridò: “Io sono il vostro sovrano, sono il sangue della vita! Sono il colore del pericolo e del coraggio. Metto il fuoco nelle vene. Sono il colore della passione e dell’amore”.

Il viola andò su tutte le furie e con tono ironico disse: “Io sono il colore della regalità e del potere. Re, capi e vescovi hanno sempre scelto me come segno di regalità e saggezza. La gente non discute quello che dico, ascolta e obbedisce”.

E infine parlò l’indaco: “ Pensate a me, sono il colore del silenzio. Mi si nota appena, ma senza di me diventereste tutti superficiali. Io rappresento il pensiero e la riflessione, il crepuscolo e l’acqua profonda. Avete bisogno di me come contrappeso, per la preghiera e per la pace interiore.”

Così i colori continuarono a vantarsi, ciascuno convinto della propria superiorità. I loro contrasti divennero sempre più forti. Poi, improvvisamente, ci fu un lampo e un tuono rombò. La pioggia cominciò a cadere implacabile. I colori cominciarono a temere il peggio e si stringevano fra loro per farsi coraggio. Nel bel mezzo della tempesta, la pioggia cominciò a parlare: “ Ma perché lottate fra di voi cercando di dominarvi l’un l’altro? Non sapete che siete stati creati ciascuno per una ragione diversa, unica e particolare? Unite le mani e venite con me”.
Facendo com’era stato richiesto loro, i colori si presero per mano. La pioggia continuò: “D’ora in poi, quando pioverà, ognuno di voi attraverserà il cielo in un grande arco, per ricordarsi che potete vivere in pace, con gioia e amicizia. E l’arcobaleno sarà il segno dell’amore, della speranza e del futuro”.
E così, ogni volta che un buon acquazzone lava il mondo e l’arcobaleno appare in cielo, abbiamo una buona occasione per ricordarci di amare e rispettare le persone che ci vivono accanto.

Stimoliamo una riflessione moderandola attraverso l’uso del bastone della parola e poi ripercorriamo i colori uno a uno. Per ogni colore i bambini dovranno recuperare un oggetto per formare poi alla fine il loro personale arcobaleno.
E’ un’attività divertente da proporre on line perchè i bambini hanno a disposizione molti oggetti in casa (chiaramente chiedete loro di scegliere oggetti facilmente recuperabili per evitare incidenti!).

I colori complementari
Su tre fogli bianchi incollare tre figure …


Il giallo, il rosso e il blu come sappiamo sono i colori primari. Ogni colore primario ha un colore complementare:
Facciamo fissare il puntino nero della farfalla gialla per 10 secondi e poi chiediamo ai bambini di fissare un puntino nero su un foglio bianco. L’immagine che vedranno sarà quella di una farfalla viola.
Facciamo fissare il puntino nero del fiore rosso ….e poi il puntino sul foglio bianco. I bambini vedranno un fiore verde.
Facciamo fissare il puntino nero della nuvola blu… e poi il puntino sul foglio bianco. I bambini vedranno una nuvola arancione.

Perchè succede questo?
Una teoria sostiene che le terminazioni nervose della retina umana siano compatibili con i colori primari (giallo, rosso, blu). Quando fissiamo, per esempio, il rosso andiamo ad affaticare le parti sensibili al rosso, così quando poi andiamo a fissare il bianco gli altri colori primari cioè il giallo e il blu si fondono dando origine al verde.

Per i bambini è magia e … scienza!!!

Movimenti abbinati ai colori
Si tratta di un’attività che lavora sulla concentrazione e sulla memoria.
Procuriamoci dei foulard di 4 colori diversi (esempio: arancione, verde, rosa, azzurro). Ad ogni colore abbiniamo un movimento. Per esempio:
– arancione: saltare
– verde: fare un giro su se stessi
– rosa: accovacciarsi
– azzurro: alzare le braccia sopra la testa

I bambini si muovono liberamente nello spazio a disposizione (magari a ritmo di una musica allegra). Chi conduce l’attività tiene in mano i quattro foulard colorati e quando ne sventola uno i bambini faranno il movimento corrispondente al colore del foulard sventolato. Il cambio dei foulard potrà essere lento all’inizio per poi diventare un po’ più veloce.

Spero che queste proposte possano esservi utili!
Alla prossima settimana!!!

Catia e Bee-atrix!

The Bee-atrix Yoga Cards ( Giveaway)

Cari amici, eccomi a voi dopo tanti mesi di assenza dal blog.
Ritorno con un giveaway che spero possa essere gradito.
Le carte delle posizioni yoga di Bee-atrix hanno riscosso un discreto successo e così ho pensato di realizzare un mazzo di carte in inglese per chi ha il desiderio o l’attitudine all’insegnamento dello yoga ai bambini in questa lingua.
Prima di “lanciare” il mazzo sul mercato mi farebbe piacere regalarlo a tre lettori del blog che metteranno un commento a questo post. E’ sufficiente un saluto, un namaste o un piccolo pensiero sullo yoga, sulle api… insomma quello che l’estro del momento vi suggerisce.
Domenica 1 agosto Bee-atrix ed io sorteggeremo i tre vincitori che riceveranno il mazzo di cards in formato pdf con la spiegazione delle carte e qualche suggerimento su come utilizzarle.
Buon giveaway a tutti!!!

Le api sanno contare

Ogni lezione del progetto Honey Yoga è focalizzata su una caratteristica delle api e del loro mondo.
Oggi desidero condividere lo sviluppo di una lezione completa ispirata alla capacità delle api di riconoscere i concetti di addizione e sottrazione, di sequenze di numeri e di maggiore o minore.
Questa particolare abilità delle api è stata scoperta conducendo numerosi esperimenti ed è una scoperta secondo me eccezionale che conferma la grande intelligenza di queste creature così piccine (il loro cervello ha un volume di 1 mm quadrato!).
Per saperne di più vi lascio il link ad un articolo esplicativo qui

Ma veniamo alla nostra lezione!
RITO INIZIALE:  Siamo seduti nella posizione dell’ascolto, con le gambe incrociate e la schiena ben dritta. Le mani assumono il gesto dell’accoglienza ponendosi a conchiglia. Ora le nostre mani sono vuote ma pronte per essere simbolicamente riempite di tutto ciò che vivremo insieme durante la nostra lezione.
Articolo correlato: L’importanza del rito iniziale e finale in una lezione di yoga per bambini

Facciamo tre respiri profondi inspirando dal naso ed espirando dalla bocca rilassandoci…

Introduco l’argomento della lezione: sapete bambini che le api sanno contare? chi l’avrebbe mai detto? Nella lezione di oggi ci divertiremo anche noi a giocare con i numeri…

RISCALDAMENTO: Immaginiamo di essere api nelle loro cellette. E’ mattina e ci svegliamo… Facciamo un grande sbadiglio e iniziamo a stiracchiarci allungando le braccia sopra le testa… allunghiamo un braccio e poi l’altro. Ora disegnamo dei cerchi con le braccia… ne facciamo cinque ( e intanto contiamo) in un senso e poi cinque nell’altro. E poi disegniamo dei cerchi con la gamba destra ( cinque in un senso e cinque nell’altro… chiedendo ai bambini di sincronizzare il conto con il movimento). Poi, portandoci in piedi e mettendo le mani sui fianchi disegniamo dei cerchi con il bacino ( cinque in un senso e cinque nell’altro).

Ora che abbiamo sciolto il corpo continuiamo a riscaldarlo con il Saluto al Sole ma questa volta invece di ripetere la filastrocca contiamo le posizioni man mano che le pratichiamo.

Articolo correlato: Il Saluto al Sole di Bee-atrix

GIOCO: nel gioco di oggi continueremo a contare, ma lo faremo in un modo particolare. Innanzitutto lo faremo in inglese e cantando…
Ecco un video esplicativo dell’attività…

Inviteremo quindi i bambini a contare come nel video ( ovviamente chi conduce la lezione se lo sarà studiato e ristudiato!!!!)… e poi possiamo introdurre elementi della body percussion per rendere un pochino più impegnativa l’attività chiedendo loro di contare con una mano e battere  il tempo con l’altra mano sulla gamba ( per i bambini un po’ più grandicelli).

SCRIVIAMO I NUMERI CON IL CORPO: è arrivato il momento di scoprire come il nostro corpo può assumere le forme dei numeri. In questa attività io non suggerisco nulla… faccio solo vedere i numeri scritti sui cartoncini e invito i bambini a riprodurne la forma che sarà sicuramente diversa da un bambino all’altro ( do un input e lascio spazio alla creatività dei bambini).
E ora mettiamo in scena i concetti di maggiore, minore e uguale
Immaginiamo di avere 6 bambini e creiamo 2 gruppetti da tre bambini ciascuno.
Ad ogni gruppetto facciamo vedere una scheda con un confronto tra numeri e i bambini lo riprodurranno con il corpo.
Si tratta di un’attività che favorisce il senso della collaborazione.
Io sono riuscita a farlo anche on line… le bambine si sono organizzate e consigliate tra loro. Bravissime!
Ecco i tre confronti che avevo proposto…

Ovviamente allo stesso modo si possono proporre addizioni e sottrazioni.

GIOCO DI RESPIRO  (e rilassamento) : Dopo esserci mossi tanto giocando con le forme dei numeri è venuto il momento di rilassarci e lo faremo contando i nostri respiri.
Ci portiamo sdraiati sulla schiena e portiamo le nostre mani sulla pancia. Sentite la vostra pancia che alza e si abbassa mentre respirate? Bene! Ora iniziate a contare nella vostra mente, silenziosamente,  i vostri respiri al contrario partendo da 10 e arrivando a 0 e continuate a sentire la vostra pancia che si gonfia e si sgonfia come un palloncino. Potete anche abbinare un colore al vostro palloncino…

RITO FINALE: siamo di nuovo seduti nella posizione dell’ascolto con le mani a conchiglia. Se chiudiamo gli occhi riusciamo a vedere ora le nostre mani piene perchè hanno accolto tutto ciò che abbiamo vissuto insieme nella nostra lezione.
Facciamo tre respiri profondi e apriamo gli occhi.

 CONDIVISIONE CON IL BASTONE DELLA PAROLA: la condivisione può essere sollecitata con delle domande:
Di che colore era il vostro palloncino?
Avete sentito la vostra pancia che si gonfiava e si sgonfiava?
Che cosa vi è piaciuto della lezione? Ecc…
Ma io faccio sempre, sempre, sempre la domanda per me più importante: ” Come vi sentite in questo momento?”

Articoli correlati:

Il bastone della parola: che cos’è e come si può costruire

Il bastone della parola on line

 

Spero che questa lezione vi sia piaciuta. Sarà inserita nel manuale “Honey Yoga – volume 1 ( 8 lezioni già pronte per parlare ai bambini delle api e del loro mondo)” in uscita prima dell’estate!

Stay tuned!!!!

L’importanza del rito iniziale e finale in una lezione di yoga per bambini

All’inizio della lezione (on line) con le mie piccole yogini, le invito a mettersi nella posizione dell’ascolto  e assumere un mudra, cioè un gesto delle mani. Questo mudra si chiama Pushpaputa che significa vaso pieno di fiori.
” Ho mani per ricevere e dare”
Motivazione: faccio questo mudra per imparare a ricevere e dare con gioia.
Esecuzione: le mani sono unite, i pollici si appoggiano agli indici, le mani vanno a formare una coppa, come un vaso in cui mettere dei fiori.
Benefici: Pushpaputa ci apre ai doni dell’universo. Non sempre ne siamo coscienti ma l’universo è ricco di tesori per tutti, quanto riceviamo deve essere condiviso.
Uno dei principi più importanti dello Yoga riguarda il servizio sociale, senza la disposizione d’animo di empatia e amore verso tutti è impossibile raggiungere l’autorealizzazione. Questo mudra genera compassione e generosità: l’universo ci accudisce e noi dobbiamo imparare ad accudirlo.

( Didi A’ nanda Paramita’ – Mudra: lo yoga nelle mani dei bambini – Edizioni La Meridiana)

Questo mudra ha un significato molto bello e profondo e l’ho scelto come apertura delle lezioni anche perchè è pertinente al focus del mio progetto che unisce lo Yoga al mondo delle api. “L’universo ci accudisce e noi dobbiamo imparare ad accudirlo” è una frase che rimanda chiaramente al valore della sostenibilità, del rispetto dell’ambiente e dell’amore nei confronti della natura.
Quando invito le bambine ad assumerlo, chiedo loro di chiudere gli occhi e visualizzare le loro mani vuote… il vaso è vuoto ma pronto ad accogliere. Al termine della lezione assumendo lo stesso gesto visualizzeranno le loro mani “piene” di tutto ciò che nel corso della lezione abbiamo vissuto insieme, le esperienze che abbiamo fatto ( i giochi, le sequenze di asana, il rilassamento). Poi, con l’aiuto del bastone della parola, verbalizziamo quelle esperienze anche dal punto di vista delle emozioni e dello stato d’animo.

“Come vi sentite?”

Il rito è un elemento fondamentale in una lezione di yoga per bambini.
Leggo… ( Piccolo Yoga – Clemi Tedeschi – Macro Edizioni)

La scelta di aprire e chiudere la pratica con un rito sempre uguale, trasmette alcuni messaggi e produce effetti significativi.
E’ come se dicessimo:
– ora stiamo per fare qualcosa di speciale (stacco dalle attività ordinarie)
– ora ci prepariamo a ritornare in aula (o nel caso di lezioni private o in modalità on line a ritornare alle attività ordinarie)
– siamo un gruppo e facciamo una cosa solo nostra (identificazione/appartenenza).

Il momento iniziale della lezione è quindi uguale a quello finale nella modalità, mentre è diverso dal punto di vista del vissuto. C’è un prima e un dopo…

La lezione di yoga (ovunque si svolga: scuola, centro privato, casa) deve rappresentare uno spazio e un tempo speciali in cui viviamo esperienze speciali e anche fantastiche ( ci trasformiamo in animali, elementi della natura ecc..), in cui attraverso il silenzio e il rilassamento andiamo ad acquisire calma e tranquillità. Il rito iniziale segna il momento in cui questo spazio e questo tempo diventano concreti, il momento in cui lasciamo fuori “il prima”. Il rito finale segna il momento in cui siamo pronti a ritornare perchè ci siamo preparati, attraverso le pratiche, a tornare “al dopo” trasformati.

Dal punto di vista pedagogico la ripetizione di gesti rituali è molto importante per i bambini. Ciò che si ripete e che è familiare ispira fiducia e sicurezza creando armonia interiore.  A questo proposito vi propongo la lettura di questo articolo

Buona settimana a tutti voi e al prossimo post!

Namaste!