Nella mia Bee-blioteca: ” Api e impollinazione – il mondo della creazione”

Inauguro oggi la rubrica “Nella mia Bee-blioteca“.
Vuole essere uno spunto di condivisione di testi che utilizzo per la preparazione delle mie lezioni di yoga o con i bambini durante le lezioni stesse.
Spazierò quindi dai manuali e libri che parlano in maniera specifica dello yoga per i bambini a testi non propriamente yogici ma che si prestano ad essere “trasformati” in pratiche divertenti, creative ed educative passando attraverso testi che parlano, con diverse modalità e strumenti, in maniera specifica delle api.
Il primo testo che condivido è appunto ” Api e impollinazione – il mondo della creazione” scritto da Debora Timoncini con le illustrazioni di Alice Zauli (White Line Edizioni)

La bellezza di questo libro è che la straordinaria importanza delle api viene raccontata attraverso una filastrocca…

Un profumo di fiori nell’aria c’è,
mi sai dire per favore cos’è?

Certo che si!
E’ la primavera che nasce ogni dì.
Se guardi con occhi curiosi nel prato
trovi gli insetti più magici del creato.

E da qui parte un viaggio in rima alla scoperta delle api…

Ma quanto lavorano le api bottinatrici, quanti viaggi e chilometri per trasportare nettare e polline fino all’alveare?
E il miele che cos’è?
E poi, magistralmente una lezione di anatomia… che ci spiega in modo poetico come è fatto il corpo delle api!
E poi cosa succede all’interno dell’alveare?
E l’ape regina cosa fa?

Quante domande!
Ma ad ogni domanda c’è una risposta in rima quasi a formare un racconto a due voci.
Questa riflessione ed altre relative all’importanza della filastrocca come strumento per portare alla scoperta del mondo delle api attraverso il pensiero logico ma anche quello quello emozionale e fantastico, sono presenti nella parte conclusiva del libro e proposte da Annalisa Vignoli, pedagogista e counsellor pedagogico.

Questo libro è davvero un piccolo capolavoro di cui consiglio l’acquisto a chi, come me, ama le api e gli albi illustrati.
Le illustrazioni sono delicati acquarelli che trasmettono gioia, luce e serenità e sono opera di Laura Zauli.

L’autrice, Debora Timoncini è socia della Cooperativa Zerocento che opera nella provincia di Ravenna da oltre trent’anni.

La nostra cooperativa si occupa dell’educazione e della formazione delle persone nel loro intero ciclo di vita, attuando un metodo pedagogico specifico per ogni contesto e ogni situazione.

Gli educatori, gli assistenti domiciliari, collaboratori, professionisti…. tutti insieme formano quell’alveare laborioso, generoso e vitale che Debora descrive così bene.

Al prossimo appuntamento!!!

 

22 dicembre: la posizione del pesce

La posizione del pesce in sanscrito si chiama MATSYASANA ( Matsya = pesce; Asana = Posizione)

ESECUZIONE:
Siamo sdraiati sulla schiena con le gambe distese.
Tenendo le braccia dritte portiamo le mani sotto i glutei mantenendo le spalle basse.
Solleviamo il busto, lo inarchiamo e scendiamo con la terra verso terra cercando di non caricare il peso sul collo.
I glutei e la testa rimangono a terra, il tronco è completamente sollevato e inarcato, lo sterno spinto verso l’alto.
Le spalle rimangono basse e ben distese.
Teniamo la posizione per una decina di secondi.

BENEFICI
Oltre a rinforzare ed equilibrare la muscolatura paravertebrale, questa posizione stimola la depurazione del corpo e favorisce una repsirazione ampia e profonda.
Aiuta il bambino a superare paure ed insicurezze

AVVERTENZE
Bisogna fare attenzione alle spalle che devono rimanere basse. L’insegnante deve verificare che il capo del bambino tocchi terra ma senza caricare e soprattutto se il bambino ha paura a lasciarsi andare indietro con la testa non va forzato.

La posizione di oggi può essere lo spunto per raccontare ai bambini come è nato lo yoga perchè tutto ha origine da un piccolo pesce….

Si dice che migliaia di anni fa, in India, dentro un’immensa grotta, vicino ad un laghetto cosparso di da profumati fiori di loto, sulle cime di un alto monte, Il Grande Maestro Shiva decise di svelare i segreti dello Yoga alla sua dolce e amata sposa Parvati.
Un pesce, nascosto tra i fiori galleggianti, ascoltava incantato la melodiosa voce di Shiva. Tutto solo si annoiava molto e perciò decise di provare anche lui la fare le posizioni dello yoga.
Se sentiva molto goffo e sgraziato nel suo corpo di pesce, ma ci provò e riprovò senza mai arrendersi.
Così, poco alla volta, imparò lo yoga, fino ad allora conosciuto soltanto daglii dèi. Grazie agli esercizi il pesce riuscì a trasformarsi e sbucò dall’acqua sotto forma di uomo.
Shiva temeva che quell’umano, comparso improvvisamente al suo cospetto, non fosse degno di conoscere i segreti dello yoga ma, quando comprese cosa era avvenuto, fu ammirato dalla costanza di Matsya. Gli diede il nome “Mastyendra” che, nell’antica lingua indiana significa ” Pesce fatto uomo” e gli affidò l’incarico di diffondere lo yoga tra gli umani. Fu così che Matsyendra divenne il primo maestro di yoga in India.
Da allora, attraverso, millenni e milleni, lo yoga si è diffuso con gran rapidità, non solo attraverso la parola, come avveniva nei tempi antichi, ma anche attraverso i libri e le scuole di altri grandi maestri.

Possiamo raccontare questa leggenda ai bambini e poi stimolare alcune riflessioni…. a me piace pensare che molto spesso sono proprio i piccoli a dare vita a grandi cambiamenti…

Ho tratto il racconto da un libro che è ormai il mio punto di riferimento per creare e sviluppare le mie lezioni di yoga per bambini. Si tratta di “Piccolo Yoga” di Clemi Tedeschi (AIPY)
Si tratta di un testo molto pratico da utilizzare, con tante attività da proporre ai bambini e presentate in maniera ordinata e precisa in base alla fascia di età e suddivise per categorie ( giochi, favole yoga, bellissimo il capitolo 7 sulle tecniche di concentrazione per piccoli yogi esperti, giochi di rilassamento) e con una parte finale che presenta delle lezioni praticamente già pronte ( sempre in base alla fascia di età … elemento importante che vedo molto spesso sottovalutato da altre proposte e altri metodi).
Ma quello che mi ha colpito maggiormente del libro e ha rappresentato una sfida è stato il capitolo 2 ” Consigli per chi vuole insegnare yoga ai bambini” che parte con una premessa: LAVORARE SU STESSI. Si, perchè non ci si può improvvisare insegnanti di yoga per bambini. Si possono imparare tantissimi giochi e tante attività ma se non ci si osserva dentro, ai bambini offriamo soltanto ciò che sappiamo, ciò che facciamo ma non quello che siamo.
Ecco perchè non sarebbe corretto affermare che siamo insegnanti di yoga perchè lo yoga è un’esperienza e un’esperienza non la puoi insegnare, la puoi trasmettere.
Clemi allora ci invita, prima di tutto a chiederci quali sono le nostre motivazioni, che cosa sentiamo dentro di così grande e importante da volerlo trasmettere.
Io avevo già risposto a questa domanda e l’ho condivisa con i lettori nel primo post di questo blog ( lo trovate qui).

Consiglio davvero l’acquisto di questo libro, da tenere sempre sempre presente quando prepariamo le nostre lezioni per i bambini.

14 dicembre: la posizione dell’arco ( + l’arciere)

La posizione dell’arco in sanscrito si chiama DHANURASANA.
E’ una posizione in cui la schiena si inarca all’indietro come nella posizione del cobra che proposto in maniera dinamica rappresenta una preparazione all’arco.

ESECUZIONE
Siamo sdraiati sulla pancia con il mento appoggiato a terra. Le braccia sono lungo il corpo e le gambe divaricate quanto il bacino.
Pieghiamo le gambe portando i talloni vicino ai glutei e afferriamo le caviglie con le mani. Ruotiamo le spalle indietro per permettere una maggiore espansione della cassa toracica.
Inspirando, spingiamo indietro le caviglie per riportarle sopra le ginocchia e inarchiamo il busto che è completamente passivo.
Le ginocchia e le cosce si sollevano da terra.
Guardiamo in alto allungando il collo.
Quando siamo nella posizione sentiremo il punto in cui il corpo preme a terra facendoci ondeggiare.
Teniamo qualche istante e poi sciogliamo
Importante: subito praticare la posizione della foglia ( che vedremo domani) per rilassare e sciogliere ogni tensione nella schiena.

BENEFICI
Massaggia l’addome migliorando la digestione ed eliminando le tossine. Favorisce l’elasticità della schiena e apre il petto. Allunga i muscoli di tutta la parte frontale del corpo e aumenta l’espansione della gabbia toracica.

La posizione dell’arco, nelle mie lezioni fa coppia fissa con un altro asana che si chiama AKARNA DHANURASANA, la posizione dell’arco e della freccia e ho chiesto a Bee-atrix di farvela vedere…

ESECUZIONE
Siamo eretti con i piedi separati alla larghezza delle spalle e le braccia lungo i fianchi.
Facciamo un piccolo passo avanti con la gamba destra.
Solleviamo il braccio destro in modo che si trovi sopra il piede destro e leggermente al di sopra del livello degli occhi.
Stringiamo il pugno sinistro e lo portiamo vicino al destro ( leggermente indietro).
Guardiamo il pungo destro come se avessimo in mano un arco e una fraccia e fissiamo gli occhi sul nostro bersaglio immaginario.
Ora inspirando, lentamente tiriamo indietro il pugno sinistro fino all’altezza dell’orecchio, tendendo entrambe le braccia some quando si tende la corda dell’arco.
Espirando liberiamo la freccia immaginaria e riportiamo il pugno sinistro vicino a quello destro.
Facciamo qualche ripetizione e poi cambiamo lato.

BENEFICI
Questo movimento esercita le spalle e utilizza anche i muscoli corti e profondi del collo e delle scapole. Aiuta a ridurre la rigidità di spalle e braccia.

L’arco e la freccia mi fanno immediatamente pensare ai Nativi Americani e alle loro leggende; al loro legame con la natura e ai suoi elementi.
Ed è con piacere che condivido un video realizzato dai ragazzi di una scuola che ha partecipato all’iniziativa “Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole” promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo che, quest’anno, dal 16 al 21 Novembre 2020 ha invitato tutte le scuole di ogni ordine e grado ad ideare iniziative di letture ad alta voce che coinvolgono gli studenti per diffondere ed accrescere l’abitudine alla lettura.

Perchè non trasformare questa bellissima storia in una sequenza Yoga?

A domani!!!

9 dicembre: la posizione del cane

La posizione del cane mi dona lo spunto per parlarvi di un libro molto interessante!
Si tratta de “Lo yoga spiegato ai bambini” di Lucia Morello, giornalista, autrice e formatrice. Dal 2003 è impegnata nella diffusione dello yoga in tutte le sue forme.
Ha ideato il metodo Yogalè per insegnare Yoga ai bambini e formare insegnanti di Yoga specializzati nel metodo presso NULAB Academy con sedi a Milano e Ancona.

Il metodo Yogalè ” si fonda sul riconoscimento dei talenti e sulla libera espressione dei desideri dei singoli individui fin dalla tenera età. Talenti e desideri che vengono non solo accolti ma coltivati per mezzo di strumenti di gioco e attività ludico-motorie, utili a liberare dagli schemi di emotivi standardizzati e attivare il pensiero creativo. Il talento è identificato come quella risorsa del tutto personale che è utile al bambino nel superamento di difficoltà quotidiane e che, crescendo, diventerà un potente alleato nella gestione dello stress, nella risoluzione di conflitti interiori e, più in generale, nel problem solving, ma anche nella trasformazione del vissuto delle relazioni difficili, nel riconoscimento dei propri limiti non già come accettazione passiva di fonti di disagio e vergogna, quanto piuttosto come spunti per nuove sfide e preziosi alleati  durante le scelte nelle fasi salienti della vita.”

La caratteristica del metodo è un approccio propositivo e non direttivo per cui in ogni lezione ( che viene chiamata viaggio) sono presenti suggerimenti che possono venire dall’insegnante ( chiamato cantastorie) e dai bambini ( i piccoli esploratori).
Perchè ognuno di noi è in viaggio. Un viaggio diverso per ciascuno di noi, con incontri diverse ed esperienze diverse.
Lo stile è allora quello del racconto di un viaggio che avviene in ambientazioni come un bosco, una città ma anche un intero pianeta in cui prendono forma creature, oggetti e luoghi ( che come prendono vita e movimento ritornano poi all’immobilità).
Il contenuto del racconto prende spunto dalla tradizione yogica più stretta che si mescola alla mitologia greco-romana. E allora i bambini intraprendono un viaggio nel quale incontreranno il leone con la sua energia ( che diventerà la loro energia), la montagna con la sua stabilità ( che diventerà la loro stabilità) ma anche Ercole e la sua forza e Atena e la sua saggezza.
I viaggi hanno un inizio e anche una fine, che è la meta. I bambini sono guidati quindi a giungere a quella meta sperimentando avventure e sfide e a superarle attraverso il pensiero creativo.
Il viaggio, i suoi luoghi, le sue creature sono strumenti che andranno poi trasportati nel quotidiano perchè il senso di protezione, di libertà che i bambini hanno sperimentato sul piano della fantasia possa essere sperimentato sul piano del reale.

E’ un metodo particolare e secondo me molto interessante. Consiglio la lettura attenta di questo libro che non è quindi solo un manuale ma va un po’ più nel profondo di quella che è l’esperienza yogica.

Gli animali rappresentano un elemento importante nello yoga ( non dimentichiamo che gli antichi yogin hanno creato molti asana proprio osservando gli animali e le loro caratteristiche) e praticamente in ogni lezione di yoga per bambini, indipendentemente dal metodo e dall’approccio che proponiamo, si fa riferimento ad essi.

Nel metodo Yogalè troviamo animali ai quali è stato dato un nome proprio di fantasia per renderlo più facile l’assimilazione della postura e più divertente l’esecuzione. Ai bambini si può proporre di imitare anche le espressioni degli animali mentre si racconta la loro breve storia.
Vediamo come viene presentata la posizione del cane a testa in giù ( in sanscrito ADHO MUKHA SVANASANA) nel metodo Yogalè.

Milù, il cane sempre a faccia in giù
Milù è un simpatico cagnetto a cui piace stare a faccia in giù. Lui annusa, fiuta la traccia e continua a seguirla finchè non trova un ossetto da sgranocchiare. Certo, ogni tanto si riposa, accovacciandosi e rilassandosi ma poi riprende le sue ricerche. A volte, però non è facile trovare ossetti nella foresta magica, perchè ci sono animaletti magici che li nascondono bene per far dispetto a Milù, così lui è costretto a stare sempre a faccia in giù.

Esecuzione: dalla posizione a quattro zampe, prendi un respiro lungo e calmo ed espirando spingi via il pavimento con le dita delle mani ben divaricate fino a trovarti in posizione angolare con il coccige verso il soffitto e la testa verso il pavimento, le gambe e le braccia distese, i talloni che vogliono raggiungere il pavimento e le orecchie tra le braccia. Resta per almeno cinque respiri. Torna a quattro zampe e, se naecessario, accovacciati con la fronte a terra sedendo sui talloni, nella cosiddetta posizione del bambino. Ripeti almeno tre volte.

Attenzione a: articolazioni dei polsi, riniti, raffreddori e sinusiti.
Controindicazioni: difficoltà respiratorie.

Acquisto consigliato!

Lo Yoga spiegato ai bambini di Lucia Morello

A domani!!!

Come aiutare i bambini a far emergere le loro emozioni attraverso le posizioni dello yoga

Quello che stiamo vivendo è un periodo molto buio, in cui è molto facile perdere il senso delle emozioni, o meglio in cui le emozioni vengono amplificate a mille. La paura per il contagio, l’incertezza per il futuro, la tristezza per le persone ( vicine e lontane) che soffrono, l’ansia per il forzato isolamento…
Sono tutte emozioni che pesano a noi adulti che possiamo quindi solo immaginare che cosa provano i bambini, la cui fisiologica socialità è stata bloccata dalla chiusura delle scuole, da coprifuoco vari, da restrizioni e distanziamento.
Precisando che io sono a favore delle restrizioni che ancorchè pesanti per tutti sono l’unico modo per impedire al virus di diffondersi più di quanto non abbia già fatto vorrei invece lavorare su come possiamo aiutare i bambini a esternare ciò che stanno provando e a trasformare le emozioni che spaventano e bloccano in emozioni che fanno agire e reagire o che fanno fermare e calmare.
Lo yoga si rivela uno strumento fondamentale in questo senso. Ci sono infatti posizioni (asana) che vanno a lavorare in modo particolare sulla paura anche grazie alla particolare forma che il corpo assume.
Per esempio la …

Il guerriero è un personaggio che rimanda alla forza ( non solo fisica ), al coraggio per affrontare sfide sempre nuove.
La posizione richiede allora di avere molta forza sulle gambe, di tenere la schiena ben dritta, il petto ben aperto, lo sguardo fiero e fisso sulla mano che possiamo immaginare come la punta di una lancia rappresentata dalle braccia.

E ancora la …

Il cobra quando avverte il pericolo e si vuole difendere alza la testa e si solleva con energia.
Nell’atteggiamento di sollevarci e di aprire bene le spalle e come nella posizione del guerriero guardare con fierezza davanti a noi, affrontiamo ciò che abbiamo davanti, con determinazione e coraggio.

I bambini in questo periodo sono molto sollecitati, come se dovessero per forza fare sempre qualche attività per contrastare l’isolamento o distrarsi rispetto alle notizie e agli avvenimenti che si susseguono velocemente. Ma forse non farebbe male fermarsi un po’ e ascoltarsi…. o ascoltare il nostro respiro.
Vi propongo due asana che possono aiutare i bimbi a rallentare un po’.

La tartaruga è famosa per la sua lentezza e la sua longevità. Il suo carapace le consente di ritirarsi volontariamente. E allora il gesto che compiamo nell’assumere la forma ha proprio questo significato…. di ritirarci e di guardarci un po’ dentro per ritrovare la calma.

Nella posizione della nuvola i bambini possono sperimentare il rilassamento della schiena che viene anche massaggiata dondolandosi a destra e sinistra dolcemente, ma mantenuta staticamente per qualche istante i bambini possono portare la loro attenzione al movimento della pancia che preme contro le cosce quando inspirano diventando consapevoli del loro respiro e calmandosi.

Queste posizioni si possono inserire in brevi storie e sulla tematica delle emozioni vi suggerisco un libro fantastico ( che ha ispirato questo post) della mia fantastica maestra, Clemi Tedeschi … che potete trovare qui

A presto!
Catia e Bee-atrix