Nella mia Bee-blioteca: Fiabe indiane

Quanto fascino e meraviglia nello studio della letteratura indiana!
E non parlo solo dei testi sacri (suggerisco la lettura de Le letterature dell’India di Stefano Piano) ma anche dei racconti popolari, fiabe, racconti, aneddoti, aforismi, canzoni e altre forme di narrazione popolare.
Il padre dello studio del folklore indiano è A.K. Ramanujan ( 1929-1993) che per oltre vent’anni si dedicò alla raccolta e alla traduzione di un vasto corpus di fiabe popolari.

“Questa antologia raccoglie materiale proveniente da fonti molto diverse, ma impagabile è il nostro debito nei confronti dell’opera di questo studioso. Le sue opere rimangono pietre miliari per chiunque desideri approfondire la conoscenza di questo affascinante campo: la sua ironia e la sua attenzione ai dettagli rendono le sue versioni inglesi di fiabe e racconti indiani particolarmente vivaci e brillanti, così chi li legge può godere di queste storie come se le sentisse raccontate dalla sua voce.”

Le storie presenti in questo libro sono divise in tre categorie:
1. Storie di uomini e donne: sono molto interessanti. Raccontano di riti di iniziazione maschile e femminile, di rapporti tra persone di ceti diversi e la problematica convivenza, storie di mogli e concubine, di persone riunite nella stessa famiglia di tipo patriarcale.
2. Storie di esseri non umani: la cosa interessante di questa categoria di racconti è che gli dei, le fate, i demoni descritti presentano le stesse caratteristiche degli esseri umani a differenza di quelli descritti nella mitologia hindu ufficiale in cui sono decisamente altro rispetto alla condizione umana.
3. Storie di animali: Sono storie didascaliche, nelle quali l’animale più debole vince l’animale più forte grazie all’ingegno e all’astuzia. Sono fiabe in cui si è invitati a riflettere sulla qualità e le risorse dei personaggi.
Le storie di quest’ultima categoria sono le mie preferite perchè trasmettono messaggi su cui i bambini possono riflettere e danno lo spunto per attività motorie. Infatti le posizioni yoga e le andature degli animali sono amatissime dai bambini.

Ecco un esempio:
L’AMICIZIA

C’era una volta un cane. Ormai era vecchio e il suo padrone, un lavandaio, non gli dava più nemmeno da mangiare. Per questo era molto infelice.
Un giorno incontrò una tigre. I due cominciarono a chiacchierare e fecero amicizia.
Nel vedere che il cane era triste, nervoso e preoccupato, la tigre gli disse: ” Fratello, tu sei triste e nervoso. Che cosa c’è? Dimmi se posso aiutarti a risolvere i tuoi problemi!”
All’udire le parole ricolme di amicizia della tigre il cane non riuscì a trattenersi. Dagli occhi cominciarono a sgorgargli delle lacrime e piangendo raccontò la sua storia.
La tigre ascoltandolo, si commosse. I veri amici sono quelli che rimangono e aiutano nel momento del bisogno. La tigre cercò di trovare un modo per aiutare l’amico. Dopo qualche attimo di riflessione, le balenò in mente la soluzione del problema e gli occhi cominciarono a brillare per la gioia. Festosamente disse all’amico: “Ho trovato il modo per risolvere il tuo problema. D’ora in avanti il lavandaio ti darà da mangiare a sazietà!”
” Ma come?” chiese con sorpresa il cane.
” Domani, quando il lavandaio andrà a lavare i panni sulla riva del fiume porterà con sè come ogni giorno il suo bimbo e ti lascerà a guardia del piccolo mentre lui lavora. Allora giungerò io.
Quando mi vedrai inizierai ad abbaiare forte. Io prenderò il bimbo e lo porterò via”.
“No!” intervenne il cane, ” se prenderai il bambino il mio padrone sarà molto infelice!”
“Ascolta il piano fino in fondo” lo rassicurò la tigre ” e poi decidi… Quando tu abbaierai il lavandaio guarderà verso di te. Vedendo che ho preso il bambino mi correrà dietro. Allora correrai a prendermi e comincerai a lottare con me. Io lascerò il bambino dietro quella vecchia grossa giara. Tu andrai là e resterai vicino a lui”.
” E poi cosa succederà” chiese il cane.
” Il lavandaio e sua moglie ritroveranno il figlio grazie a te e così saranno molto contenti. Non penseranno più che sei vecchio e inutile e ammireranno il tuo coraggio e la tua forza. Per la gioia di aver ritrovato il loro bambino ti daranno da mangiare a sazietà. Tu non sarai più in disgrazia e sarai felice come me!”
il cane pensò che il piano della tigre fosse plausibile e decise di accettarlo. Quella sera tornò a casa e la tigre tornò nella foresta.
Il giorno dopo, di buon mattino, la tigre andò al fiume e si mise ad aspettare il lavandaio. Questi arrivò con il figlioletto, stese una coperta all’ombra di un albero e lo mise a dormire, lasciando il cane a guardia. Poi se ne andò al fiume a lavare i panni.
Dopo un po’ la tigre sbucò fuori dagli alberi, prese il bimbo e scappò. Il cane si mise ad abbaiare e il lavandaio sentendolo, cominciò a correre. Vide il cane che inseguiva, abbaiando, una tigre che aveva catturato il suo bambino. Afferrò un bastone e corse verso di loro. Ma poi vide il cane che lottava con la tigre. Quando sopraggiunse il lavandaio la tigre lasciò il bambino e scappò via.
L’uomo prese in braccio il piccolo e lo accarezzò ed ebbe mille parole di affetto anche nei confronti del cane e gli accarezzò la schiena.
Da molto tempo quelle manifestazioni mancavano al povero cane! Dentrò di sè ringrazio la tigre che lo aveva aiutato a cambiare il suo destino.
Dopo quell’evento il lavandaio e la lavandaia ricominciarono a trattare il cane come prima e l’amicizia tra cane e tigre si consolidò.
Qualche tempo dopo il lavandaio organizzò una festa per il matrimonio della figlia più grande e per l’occasione invitò parenti e amici.
Il cane pensò: ” Devo invitare anche la mia amica tigre”.
La tigre accettò l’invito alla festa e si presentò alla casa del lavandaio all’ora convenuta.
Il cane la fece accomodare in un angolo dell casa e le offrì manicaretti prelibati.
La tigre era molto contenta e a mezzanotte disse: ” Fratello! Oggi sono proprio contenta. Voglio cantare una canzone!”
Il cane cerò di dissuaderla ma inutilmente…
La tigre cominciò a cantare ma tutti, sentendo la sua voce, si spaventarono.
Accorsero uomini armati di bastoni e fucili.
La povera tigre era assediata. Ma che si poteva fare? Lei stessa si era tirata la zappa sui piedi!
In quel momento il cane si ricordò che un vero amico si manifesta proprio nel momento del bisogno e deise che in un modo o nell’altro avrebbe salvato la tigre.
Si mise a riflettere e alla fine escogitò un piano.
Si aggrappò con i denti e le unghie alla tigre e le ordinò: ” Scappa via di corsa!”.
In quel momento gli uomini erano pronti a sparare alla tigre ma il lavandaio vide che davanti alla tigre c’era il suo amato cane.
“Fermi!” gridò ” Rischiate di colpire il cane!”.
Il cane disse alla tigre: ” Va! La strada è libera! Ma portami con te altrimenti sarà tutto vano!”.
La tigre fece come l’amico le aveva detto: lo afferrò e scappò via.
Tutti restarono a guardare meravigliati lo spettacolo del cane trascinato dalla tigre.
Giunti in salvo nella foresta, la tigre ringraziò il cane, che replicò: ” Non c’è bisogno di ringraziarmi. Ho fatto solo il mio dovere di amico”.
I due si salutarono con affetto e il cane tornò a casa.
Tutti pensavano che avesse messo in fuga la tigre e e da quel giorno lo trattarono con deferenza, offrendogli i migliori manicaretti. L’amicizia tra il cane e la tigre durò a lungo, perchè entrambi avevano agito da veri amici.

Ed ecco una piccola sequenza di posizioni ispirata alla fiaba:

Ripetiamo i due movimenti e questa volta aggiungiamo un bel ruggito da tigre!

Poi ci riposiamo nella posizione del bambino…

Laviamo i panni…

Ripetiamo i due movimenti e questa volta facciamo il rumore dei panni nell’acqua…

Ora ci concentriamo nella…

E per finire gli amici si ringraziano reciprocamente…

Questo è solo un esempio… le attività legate a questa fiaba possono essere tantissime.
Legate alla musica: danza libera nello spazio ispirate a musiche indiane tradizionali e non. Segnalo a questo proposito la simpatica Priya che insegna danze indiane per bambini.
Legate all’arte: sviscerare insieme ai bambini le emozioni che i personaggi della storia provano e assegnare un colore ad ogni emozione oppure suddividere la storia in sequenze e rappresentarle creando un quadro o uno scatto fotografico.

E a voi quali applicazioni ispira questa storia?
Vi aspettiamo nei commenti!!!

Catia e Bee-atrix

Lo yoga con le api nell’Antico Egitto ( una lezione on line)

Oggi vi propongo un viaggio nel tempo condividendo una lezione completa che ho proposto alle mie piccole praticanti ( 10 anni)  che mi seguono on line attraverso la piattaforma Zoom.
Infatti vi porto con me in esplorazione dell’Antico Egitto attraverso lo yoga e naturalmente … le api!
Si perchè le api erano considerate quasi sacre dagli antichi egizi come potete leggere nell’immagine di apertura.
Dopo il rito iniziale ho condiviso sullo schermo l’immagine e l’abbiamo letta insieme…
Il dio RA era la divinità legata al sole e che governava ogni parte del mondo. E’ stato quindi naturale cominciare la lezione sciogliendo e riscaldando il corpo con Il Saluto al Sole.
Ha fatto seguito un’attività di BODY PERCUSSION in cui ho proposto alle piccole praticanti di immaginare di dover afferrare con le mani le lacrime del dio RA lavorando sul concetto di battere e levare per renderci consapevoli che il nostro corpo ha un ritmo e che questo ritmo può cambiare ( può essere più veloce e più lento e poi può ricominciare ad essere più veloce). Mentre sul battere si batteva il piede destro a terra, sul levare si allungava il braccio destro per afferrare le lacrime e poi sul battere si batteva il piede sinistro a terra e poi sul levare si allungava il braccio sinistro. Consapevolezza sul senso del ritmo, sull’allungamento del corpo e sulla simmetria e lateralità. Divertimento assicurato!
Riguardo alla Body Percussion vi suggerisco di acquistare il corso “Body Music for Children” di Tiziana Pozzo, mia docente in AIPY. Un corso fatto benissimo per scoprire la musicalità innata nei bambini ( e in noi!!!) e imparare tante attività da proporre ai nostri bambini.

Abbiamo proseguito la lezione con IL GIOCO DEI MIMI: sfruttando la chat della piattaforma ZOOM comunicavo a una bambina il nome di un elemento caratteristico dell’Antico Egitto e lei lo mimava alle sue compagne. Quella del mimare è un’attività straordinaria per creare quello che Rosa Cipriano chiama “Dialogo Motorio“. Noi diamo un input ai bambini ( in questo caso l’elemento da mimare) e loro mettono in gioco la loro conoscenza e la loro creatività veicolandole con il corpo.  Gli elementi che ho suggerito loro sono stati: LA MUMMIA, LA PIRAMIDE, IL FIUME NILO e IL ROTOLO DI PAPIRO ( nel caso i bambini non abbiano presente l’elemento da mimare è possibile, sempre attraverso la chat di Zoom, inviare un’immagine)

Nell’Antico Egitto molti animali erano considerati sacri e molte divinità avevano sembianze animali. Non è stato difficile creare una sequenza di posizioni yoga fluida e armonica…

 

E nella posizione di SOBEK, il coccodrillo ho guidato le bambine in un breve rilassamento…

Distese sulla pancia, con la fronte appoggiata alle mani… chiudete gli occhi e fate finta di dormire. Respirate lentamente…
Ora immaginate che il vostro corpo si trasformi come per magia in una bellissima aquila.
Volate felici sorvolando il grande fiume Nilo e vedete dall’alto delle piccole barche che si muovono leggere sull’acqua e le loro vele bianche sono mosse da un vento leggero.
E poi continuate sorvolando le grandi piramidi e ammirando dall’alto la grande distesa di sabbia dei deserti…
Ad un tratto venite illuminate da un raggio di sole, ma siete un’aquila e il raggio del sole non vi da fastidio… anzi riuscite a vedere più chiaramente e vedete in lontananza dei bambini che giocano felici… alcuni si rincorrono, altri giocano al tiro alla fune, altri si passano una palla. Sono felici e la luce del sole li illumina…
E anche voi vi sentite felici e leggere…
L’aquila termina il volo nel suo nido e per voi è tempo di risvegliarsi e allora piano piano cominciate a muovere le dita dei piedi e delle mani…. e poi le braccia e le gambe … vi allungate… vi stiracchiate … e poi con calma ruotate sul fianco e vi mettete sedute con le gambe incrociate.

La lezione si conclude con il rito finale, il saluto e una piccola condivisione dell’esperienza utilizzando il bastone della parola on line.

Spero che questa proposta vi sia piaciuta!

Al prossimo post!!!!

 

Le carte di Bee-atrix

Dopo tanto lavoro, tanti dubbi e tante modifiche, sono felicissima di presentarvi il mio piccolo progetto “Le carte di Bee-atrix” all’interno del progetto più allargato “HoneyYoga”.
Le carte di Bee-atrix sono uno strumento didattico per poter inserire all’interno di una lezione di yoga per bambini un momento di approfondimento e di conoscenza delle api e del loro mondo.
Si tratta di un mazzo di 24 carte, dalla forma particolare visto che riprendono l’esagono delle cellette di un alveare, che propongono altrettante posizioni dello yoga (asana) che possono essere utilizzate in svariati modi per far divertire e muovere in maniera mirata i bambini. Infatti le posizioni sono ispirate ai movimenti e alle posizioni degli animali e degli elementi naturali ma con un’attenzione particolare agli aspetti benefici a livello fisico ( sono presenti tutti i movimenti della colonna vertebrale) e mentale ( con la proposta di posizioni di equilibrio e rilassamento). Alcune posizioni sono proposte con il loro nome classico, altre mi sono divertita a cambiarle pensando in modo particolare agli aspetti della vita delle api pur mantenendo lo spirito e gli obiettivi benefici della postura ( vedi l’ape che afferra i raggi del sole o l’ape che ascolta).

Le  carte sono disponibili in formato pdf ad un prezzo lancio di € 10,00  fino al 17 gennaio 2021 (dal 18 gennaio il prezzo sarà di 20,00)
Il materiale  inviato comprende le 24 carte + le istruzioni su come assemblarle e quattro proposte di utilizzo + per ogni carta/posizione il link al corrispondente articolo del blog per la spiegazione di esecuzione, benefici e varianti ( le 24 posizioni hanno dato vita al recente Calendario dell’Avvento 2020).
In più per chi acquisterà le carte con la promozione lancio,  subito un pdf  con tre proposte creative e poi sei pdf gratuiti ( uno al mese per sei mesi da febbraio a luglio) con altre divertenti e istruttive idee su come utilizzare le carte e approfondire la conoscenza di Bee-atrix e delle sue amiche api.

Chi fosse interessato o chi desiderasse  informazioni sulla modalità di pagamento può tranquillamente scriverci all’indirizzo catia@honeyyoga.it

Ciao e Namastè
Catia e Bee-atrix

25 dicembre: La festa della Luce

Oggi è Natale!
Vi voglio augurare di trascorrere questa giornata il più serenamente possibile… e visti i tempi che corrono non sarà facile.
Ma il Natale è la festa della Luce che nasce e porta Speranza.
Il Natale cristiano che celebra la nascita di Cristo ha sostituito la festa del Natalis Solis Invicti, festa che cominciava nei giorni del Solstizio d’ inverno per ricordare l’inizio del periodo in cui la luce del sole torna gradatamente ad aumentare. E Gesù è il sole per i cristiani, il Sole di Giustizia ( come si legge nel libro del profeta Malachia).
Ecco perchè nell’immagine ho voluto inserire la nostra Bee-atrix in compagnia di un luminoso sole che spero porti a tutti noi, a tutti voi, a tutto il mondo tanta tanta luce. Perchè dove c’è luce c’è chiarezza; dove c’è luce c’è speranza; dove c’è luce non c’è la paura!

Condivido le parole di ShiHengDing di Grawidanza ( visitate anche il suo profilo Instagram perchè è meraviglioso!)

Luce che illumina e rischiara,
Luce che indica la strada e porta speranza …
perché la vita vissuta nella Luce
è ricca di esperienze,
ricca di momenti di felicità,
ricca di gioia,
ricca di vere amicizie,
ricca di potenziale,
ricca di creatività
e specialmente ricca di Amore💛

Bee-atrix ed io ci prendiamo qualche giorno di riposo per ritornare con altre idee ( spero gradite ) per rendere divertenti e creative le lezioni con i vostri piccoli yogin!!!

24 dicembre: la posizione dell’ape che riposa

E dopo tanta pratica, tanto movimento, gioco e respiro… ora ci riposiamo.
La posizione di questa Vigilia di Natale 2020 è proprio quella del riposo.
In sanscrito questa posizione si chiama SHAVASANA ( letteralmente posizione del cadavere) ma che bello chiamarla posizione del corpo che galleggia oppure posizione del dolce far niente. In ogni caso questa posizione sembra facile ma non lo è ( un po’ come la posizione della montagna vi ricordate? Proprio la prima posizione che avevo proposto il 1 dicembre….. un cerchio che si chiude?). Si, perchè sembrerebbe facile stare adraiati, immobili a non fare niente ma è proprio questa la difficoltà che incontrano tanti bambini.

ESECUZIONE:
Siamo supini, con le braccia leggermente lontane dal corpo e i palmi delle mani rivolti verso l’alto. Le punte dei piedi cadono naturalmente verso l’esterno.
Gli occhi e la bocca sono gentilmente chiusi.

BENEFICI:
Questa posizione rilassa l’intero sistema psico-fisiologico. E’l’ideale praticata prima di dormire, prima o tra un’asana e l’altra e in modo particolare dopo esercizi dinamici come un gioco o la pratica del Saluto al Sole.

In questa posizione possiamo far sperimentare ai bambini la respirazione addominale facendo loro imitare il soffio della balena.
Invitiamo i bambini a rimanere per qualche istante in ascolto del loro respiro naturale. Poi li portiamo dolcemente ad osservare come la loro pancia si gonfi quando inspirano e si sgonfi quando espirano. Dopo qualche respiro diciamo loro di inspirare profondamente ed espirando increspare le labbra e lasciare che il respiro uscendo faccia un suono simile a quello della balena che soffia dal suo sfiatatoio. Il respiro è lento e lungo. Facciamo ripetere qualche volta.
I benefici di questa pratica sono quelli rilassanti di shavasana ma in più abbiamo quelli della respirazione profonda. La respirazione addominale è infatti il modo più naturale ed efficiente di respirare. Il corpo e la mente hanno un magigor apporto e assorbimento di ossigeno e avviene una maggiore eliminazione di tossine dal corpo.
Con la pratica la mente e il corpo possono rilassarsi e armonizzarsi velocemente così che migliora il recupero da esercizi o attività stressanti.
( da “Yoga, Educazione per i Bambini” – Yoga Publications Trust, Munger, Bihar, India)