Ama e lavora

Un mese fa, il 3 dicembre più o meno a quest’ora, l’anima di mio padre ha lasciato il corpo e si è innalzata libera.
E’ stato un mese assurdo per me. L’ho vissuto un po’ come in una specie di limbo; tutto era ovattato e confuso. L’altro po’ con una lucidità e una tranquillità che mi lasciava incredula.
Quello che è certo è che mi manca tantissimo. E’ una mancanza che si manifesta talvolta con un dolore fisico; con un senso di oppressione al petto; con il respiro corto e con tante lacrime che sembrano non finire mai.
” Tutto normale ” dice la mia psicologa
Elaborare un lutto richiede tempo, pazienza e anche dedizione.
Dedizione per elaborare un qualcosa che ti fa soffrire?
Si, perchè nel dolore ci devi passare in mezzo se vuoi che quello stesso dolore non ti annienti negandolo.
Si, perchè si tratta di pensare alla persona attraverso i ricordi e ci vuole dedizione per ripercorrerli tutti.
Ho ricordi di mio padre che riempiranno tutta la mia vita e li voglio annotare tutti!
Io ho “vissuto” tantissimo mio padre ( dalla mia più tenera età fino al letto d’ospedale) in un susseguirsi di giochi, parole, pensieri, passeggiate, malattie e abbracci.
Era l’uomo più importante della mia vita ( non me ne voglia mio marito!).
Ci vuole dedizione perchè si tratta anche di onorare la memoria della persona che ci ha lasciato con la nostra vita attraversando il dolore trasformandolo in occasione di miglioramento.
“Ama e lavora” mi diceva.
Amare dona felicità.
Lavorare ( onestamente ) ti rende una persona migliore.

E allora, attraverserò danzando questo dolore.
Amerò senza avarizia.
Lavorerò con energia, coraggio ed entusiasmo.
Per questo ho scelto come immagine la mia Bee-atrix nella posizione del guerriero.

Per me e per te, caro papà!