Ama e lavora

Un mese fa, il 3 dicembre più o meno a quest’ora, l’anima di mio padre ha lasciato il corpo e si è innalzata libera.
E’ stato un mese assurdo per me. L’ho vissuto un po’ come in una specie di limbo; tutto era ovattato e confuso. L’altro po’ con una lucidità e una tranquillità che mi lasciava incredula.
Quello che è certo è che mi manca tantissimo. E’ una mancanza che si manifesta talvolta con un dolore fisico; con un senso di oppressione al petto; con il respiro corto e con tante lacrime che sembrano non finire mai.
” Tutto normale ” dice la mia psicologa
Elaborare un lutto richiede tempo, pazienza e anche dedizione.
Dedizione per elaborare un qualcosa che ti fa soffrire?
Si, perchè nel dolore ci devi passare in mezzo se vuoi che quello stesso dolore non ti annienti negandolo.
Si, perchè si tratta di pensare alla persona attraverso i ricordi e ci vuole dedizione per ripercorrerli tutti.
Ho ricordi di mio padre che riempiranno tutta la mia vita e li voglio annotare tutti!
Io ho “vissuto” tantissimo mio padre ( dalla mia più tenera età fino al letto d’ospedale) in un susseguirsi di giochi, parole, pensieri, passeggiate, malattie e abbracci.
Era l’uomo più importante della mia vita ( non me ne voglia mio marito!).
Ci vuole dedizione perchè si tratta anche di onorare la memoria della persona che ci ha lasciato con la nostra vita attraversando il dolore trasformandolo in occasione di miglioramento.
“Ama e lavora” mi diceva.
Amare dona felicità.
Lavorare ( onestamente ) ti rende una persona migliore.

E allora, attraverserò danzando questo dolore.
Amerò senza avarizia.
Lavorerò con energia, coraggio ed entusiasmo.
Per questo ho scelto come immagine la mia Bee-atrix nella posizione del guerriero.

Per me e per te, caro papà!

4 pensieri riguardo “Ama e lavora

  1. Cara Catia, posso solo immaginare il dolore enorme che provi ma volgerlo al positivo…è il più grande dei doni che puoi fare a te stessa…a tutta la tua family…e non ultimo al tuo papà che ti protegge da lassù e sarà ancora più orgoglioso della splendida donna che sei !!
    Un enorme abbraccio!!

  2. I più bei ricordi di tuo papà risalgono ai mesi in cui nel lontano 1999 passavamo ore e ore imbiancando e sistemando l’appartamento in cui sareste andati ad abitare. Raccontava della famiglia, del suo lavoro di tramviere, della sua passione per i calcio sia come protagonista che come allenatore, del tennis e della passione per la bicicletta ma quando parlava di te lo faceva con un entusiasmo che riusciva a far dimenticare anche la stanchezza viceversa non parlava mai della malattia che l’aveva colpito e che immagino considerasse una battaglia vinta. Mi è ben noto il vostro attaccamento molto simile a una forma di simbiosi dove, come scrivi tu, “avete vissuto” prendendo e donandovi reciprocamente amore e se adesso questo, fisicamente, non sarà più possibile da brava catechista sai che Angelo (mai nome fu più azzeccato) sarà sempre vicino a tutti noi. Un grande abbraccio

  3. Cara Catia, non ci conosciamo ma ti ho sempre seguita sul blog di Matilde e sono felice di averti ritrovata – dopo un lungo cercare e chiedere di te su tanti altri blog, dopo la chiusura improvvisa.
    Non ho mai commentato ma oggi voglio mandarti un abbraccio virtuale.
    Paola

    1. Ciao Paola e grazie!
      Ricambio l’abbraccio virtuale.
      Questo momento non è particolarmente positivo per me!
      Questa situazione mi ha colpito da vicino e sono un po’ crisi.
      Spero di ritornare presto a scrivere su questo nuovo blog…
      Grazie ancora!

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